ABUSI SESSUALI


   Rete Ali per l'infanzia e               

                                 l'adolescenza

Scuole in rete per proteggere le ragazze ed i ragazzi

Abusi sessuali

Abusi sessuali


Definizione secondo la convenzione di Lanzarote


[dal sito della Presidenza del Consiglio di Ministri- Dipartimento per le pari opportunità].


"La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori dall’abuso e dallo sfruttamento sessuale, nota come Convenzione di Lanzarote, rappresenta oggi a livello internazionale lo strumento di riferimento sulla tematica.

In questo documento, l’abuso sessuale sui minori è definito come la condotta intenzionale di chi abbia rapporti sessuali con un minore che non abbia raggiunto l’età del consenso prevista dalla legge dello Stato, o con un minore di diciotto anni con l’uso della coercizione, della forza, della minaccia o abusando, anche in ambito familiare, di una posizione di fiducia, autorità o influenza nei suoi confronti. Si tratta, dunque, di relazioni in cui l’adulto approfitta della differenza di età e di potere esistente, per costringere, persuadere o indurre un minore alla partecipazione ad attività di cui la vittima, data l’età, non può avere piena consapevolezza. Con lo stesso meccanismo di sudditanza psicologica, gli abusanti agiscono attraverso la minaccia e sul senso di colpa della vittima, mettendola così nell'impossibilità di difendersi e di chiedere aiuto.

Secondo l’ordinamento italiano, l’abuso sessuale è qualsiasi atto sessuale con un minore di quattordici anni (età del consenso), o di sedici anni quando l’adulto sia un ascendente, un genitore, anche adottivo, il convivente del genitore, un tutore o qualunque altra persona a cui il minore sia affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia o che, in ogni caso, conviva con il minore. Viene considerato un abuso sessuale anche l’atto sessuale con un minore di diciotto anni quando l’adulto coinvolto è un ascendente, un genitore, anche adottivo, il convivente, o il tutore che agisce abusando dei poteri connessi alla sua posizione."



La convenzione di Lanzarote


Dal sito BAMBINI IN TRAPPOLA:


CHE COS'È L'ABUSO SESSUALE?


E' QUANDO UNA PERSONA COSTRINGE O CONVINCE UN BAMBINO O UNA BAMBINA A FARE COSE DI SESSO, COME AD ESEMPIO TOCCARE O FARSI TOCCARE NELLE PARTI INTIME, MA ANCHE TANTE ALTRE COSE CHE C'ENTRANO COL SESSO.


IL PIÙ DELLE VOLTE QUESTA PERSONA È QUALCUNO CHE IL BAMBINO O LA BAMBINA CONOSCE BENE, ANZI, SPESSO È QUALCUNO A CUI VUOLE BENE E DI CUI SI FIDA.


E' QUALCOSA CHE SUCCEDE SPESSO, ANCHE SE I BAMBINI E LE BAMBINE A CUI SUCCEDE CREDONO SEMPRE CHE CAPITI SOLO A LORO E A NESSUN ALTRO AL MONDO.



La segnalazione


[dal sito Telefono Azzurro]


Alla luce del principio del superiore interesse del fanciullo, in relazione ad alcune tipologie

di abuso, molte legislazioni - anche a livello europeo e internazionale - prevedono

per determinate figure professionali l’obbligo di segnalazione alle Autorità competenti

al fine di attivare percorsi di tutela giudiziaria per il minore.

La denuncia costituisce il primo passo necessario per avviare un intervento di tutela a

favore della vittima ed attivare un procedimento penale nei confronti del presunto

colpevole. La segnalazione rappresenta anche uno strumento di prevenzione e repressione

del reato, nonché di emersione dello stesso, favorendo inoltre la rilevazione quantitativa

del fenomeno.

La legge italiana prevede che alcuni soggetti, quali i Pubblici Ufficiali e gli Incaricati

di Pubblico Servizio, nell’esercizio delle loro funzioni, abbiano l’obbligo di denuncia.

Gli esercenti una professione sanitaria, invece, hanno l’obbligo di referto.

Il problema è ovviamente quello di predisporre gli strumenti più adatti all’accertamento

della verità, offrendo al tempo stesso al bambino o all’adolescente vittima il sostegno

e l’assistenza di cui necessita. Il percorso della giustizia, infatti, non può non tener

conto del minorenne e della sua sofferenza, predisponendo gli strumenti più adeguati

di sostegno per lui e per la sua famiglia.

Che differenza c’è tra reati procedibili d’ufficio e a querela?

Sono reati procedibili a querela di parte tutte quelle condotte criminose che, senza la

denuncia della persona offesa, non potrebbero essere perseguite dall’Autorità

Giudiziaria.

Sono procedibili d’ufficio, invece, quei reati per cui non c’è bisogno della denuncia da

parte della persona offesa perché l’Autorità Giudiziaria possa procedere, essendo sufficiente

che al Magistrato pervenga la notizia di reato.

Quando il reato di violenza sessuale è procedibile d’ufficio?

Il reato di violenza sessuale è procedibile d’ufficio:

• se il fatto di cui all’art. 609 bis c.p. è commesso nei confronti di minore di anni 18;

• se il fatto è commesso dall’ascendente, genitore, tutore o persona a lui affidato per

ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia o che abbia relazione

di convivenza;

• se il fatto è commesso da un Pubblico Ufficiale o Incaricato di Pubblico Servizio

nell’esercizio delle proprie funzioni.



  • Il progetto TABBY: Il progetto TABBY (Threat Assessment of Bullying Behavior: Valutazione della minaccia di cyberbullismo nei giovani) punta ad accrescere la conoscenza e le capacità di proteggere gli adolescenti dalle possibili minacce quando usano internet o altri mezzi di comunicazione informatizzata.
  •        


"Bambini in trappola", a cura del centro "TIama".

Il testo tratto dalla presentazione del sito BAMBINI IN TRAPPOLA-

"IL PERCHE' DI UN SITO PENSATO PER FARVI ACCEDERE I BAMBINI E I LORO CAREGIVER

Dati ISTAT 2011 attestano che in Italia nel 2010 nell’ 81,8% delle famiglie con almeno un minorenne è presente un computer e nel 74,7% è presente l’accesso a internet, con incremento costante dell’utilizzo della rete. La stessa fonte attesta che il 51% della popolazione dai 3 anni di età in su ha utilizzato il computer e il 48,9% dei bambini dai 6 anni di età ha navigato su internet.

Sappiamo anche che bambini, ragazzini e adolescenti di oggi usano il computer mediamente meglio dei loro genitori e insegnanti, in quanto cresciuti nel mondo dei media.

Traendo ispirazione da esperienze fatte all’estero, ci è sembrato maturo il tempo per costruire un sito web per dare la possibilità ai ‘diretti interessati’, qualora coinvolti in esperienze inquietanti, in cui è tanto difficile comunicare quanto difficile è trovare persone sicure a cui affidare le proprie comunicazioni, di reperire informazioni estese e approfondite sui temi più segreti e ‘invisibili’: la violenza domestica (assistita per il minore) e l’abuso sessuale. Nel sito sono inoltre contenuti suggerimenti per l’autoaiuto, oltre che indicazioni per chiedere consapevolmente aiuto all’esterno.

Un finanziamento del Ministero per le Pari Opportunità ci ha fornito i fondi per realizzare il nostro progetto, a cui hanno lavorato Marinella Malacrea, Cristiana Pessina e Chiara Giovanelli per i contenuti tecnici, mentre l’allestimento web è di Massimo Mazzarini.

Ogni tema (violenza domestica o abuso sessuale) è affrontato con taglio divulgativo ma con precisione tecnica.

E’ organizzato in due sezioni, una dedicata ai bambini e una dedicata agli adulti ‘caregiver’, cioè quegli adulti genitori, educatori, insegnanti, curanti, che vogliano stare consapevolmente accanto al bambino o ragazzo vittime di quelle esperienze.

In ogni sezione è presente un menu che guida alla scelta di sottosezioni: che cos’è, come può avvenire, cosa dice la legge, come ci si sente, ma il peggio è quando… (che allude alla trasformazione della vittima in aggressore), come se ne esce. In ciascuna sottosezione sono presenti materiali e strumenti, che abbiamo già testato ampiamente e con successo nella nostra attività clinica degli ultimi 10 anni.

Nella scelta degli strumenti abbiamo avuto in mente un target di bambini tra gli 8 e i 13 anni, ma molti materiali sono fruibili ben oltre quell’età e, se i piccoli sono accompagnati, anche a una età inferiore.

Immaginiamo il sito come uno strumento in progress: la sua struttura rende possibile per gli amministratori aggiungere o affinare contenuti. "




Per aiutare le tante piccole vittime di abuso, spesso senza voce, il gruppo Menarini ha deciso di avviare un progetto, unico al mondo, per la creazione di una rete antiabuso di 15mila pediatri e medici di base “sentinella”. In collaborazione con il Telefono Azzurro, la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), l’obiettivo è quello di sensibilizzare e di formare i pediatri italiani a riconoscere e intercettare i segnali di eventuali abusi, a partire da quelli inespressi di disagio e sofferenza del bambino, fino alla tutela e promozione del suo benessere.